Mahabharata

Il Mahabharata è il più grande poema epico mai scritto. Quindici volte più lungo dell'Iliade, ci parla di un'India lontana e mitica che, come la Grecia di Omero, ci è stranamente vicina.
Amori, rispetto, dolori, imbrogli, odio, disperazioni : il Mahabharata è la storia di tutta l’umanità. Una storia dettata da Vyasa – vecchio saggio – a Ganesh, il dio dalla testa d’elefante. Questa epopea è la nostra epopea, quella di ciascuno di noi.
Come scrive Vyasa, tutto ciò che esiste al mondo è nel Mahabharata, niente di ciò che è assente dal Mahabharata esiste al mondo.

Ventiquattro anni dopo l’indimenticabile regia di Peter Brook, nella quale erano coinvolti venticinque interpreti di diverse nazionalità, Massimo Schuster è solo in scena. Mescolando lavoro di attore, di marionettista e di narratore, manipola le marionette-sculture che il grande Enrico Baj ha realizzato con il figlio Andrea due mesi prima della sua scomparsa, per farci riscoprire uno dei testi che hanno forgiato il mondo.

LA STAMPA

Con un grande artista come Enrico Baj, Massimo Schuster ha fatto goduriosi spettacoli, ma questo Mahabharata è un culmine. (…) Da vedere e rivedere.

Franco Quadri, La Repubblica

Qualche accordo di sitar. Il narratore accende le candele ai piedi di Ganesh, si raccoglie un momento davanti alla statua del dio-elefante. La luce si è accesa su un popolo di marionette alte come bambini. Per il momento hanno la rigidità di manichini, messe lì in ordine, apparentemente immobili. Al semplice appello del loro nome prendono vita. Gli occhi rotondi, fatti di bottoni, sono quelli che Enrico Baj — autore delle marionette insieme al figlio Andrea — ha tanto spesso cucito sulle sue tele. Arjuna, Bhishma e gli altri sono lontani parenti degli Ubu e dei generali del pittore italiano. Qualche ghirigoro di tubo di rame attorno a un bastone scolpisce un corpo aperto al vento. Uno scialle in forma di sari. Profumi indiani aleggiano nella sala. La litania genealogica del Mahabharata può incominciare. Massimo Schuster prende le figure una a una con il rispetto che meritano, e attribuisce a ciascuna un posto, chiaro, nel marasma delle dinastie. Il tono è posato, le marionette sono spostate quel poco che è necessario, con attenzione, da un punto preciso a un altro. Il narratore-manipolatore franco-italiano gira loro attorno e si rivolge a loro con lo sguardo. Sembrano animate da un fremito, assumono un'identità, una presenza, un linguaggio. I loro raggruppamenti compongono poco per volta dei regni, dei rapporti di posizione che sono anche rapporti di forza. Ricevono le parole degli dei, il loro soccorso e le loro maledizioni. La tensione tra le fazioni rivali dei Pandava e dei Kaurava aumenta. Quando il dialogo si fa più intenso e la collera troppo forte, ecco che vengono sollevate da terra. Afferrate, tremano di furore e d'impotenza di fronte agli inganni altrui. Scoppia una guerra terribile. Assalti senza fine, massacri ripetuti. La scena non è più che una montagna di corpi. La battaglia è accompagnata da un'altra: quella delle marionette e del loro manipolatore. Progressivamente queste si fanno sopraffare. È lui che capta lo spazio, che attira l'attenzione, che le rimanda al loro ruolo di segnali essenziali. Non è più manipolatore, ma attore. La sua voce, il suo corpo di uomo diventano la posta del combattimento e del racconto. Fa fatica, geme, gli manca il fiato, grida, ansima e infine barcolla. Massimo Schuster si rialza e trionfa da coraggioso, salutato dalle sue creature riconciliate.

Jean-Louis Perrier, Le Monde del 21 e 22 marzo 2004

  • marionette Enrico e Andrea Baj
  • luci Bertrand Mazoyer
  • direzione tecnica Silvio Martini
  • consulente sanskritista Gilles Schaufelberger
  • consulente indianista Nora Schuster Kohli
  • regia e interpretazione Massimo Schuster
  • coproduzione Armunia – Festival Costa degli Etruschi (Castiglioncello), Théâtre Vidy-Lausanne – Espace Théâtral Européen, Les Gémeaux, Sceaux – Scène Nationale, Théâtre de la Marionnette à Paris, Festival Visioni (Provincia di Arezzo), Théâtre de l’Arc-en-Terre (Marsiglia)
  • con il sostegno di: Ministère de la Culture et de la Communication – DRAC PACA, Région Provence-Alpes-Côte d’Azur, Département des Bouches-du-Rhône,Ville de Marseille