Othello & Iago

Si è discusso mille volte su ciò che spinge Iago a diventare il "cattivo" più emblematico della storia del teatro. Alla rabbia per la nomina di Cassio a luogotenente si aggiunge un'innegabile dose di razzismo nei confronti di Otello, quel “labbrone pieno di sé”, quel "negro" che distribuisce promozioni senza tenere conto del diritto di chi ha esperienza e anzianità. E dietro una malvagità che sembra innata si nasconde forse anche una certa gelosia per l'uomo che, sposando la bella Desdemona, si è comprato un posto e una rispettabilità in società. A meno che, come alcuni hanno suggerito, non si tratti invece di un'omosessualità repressa e mortificata.

In ogni caso, il rapporto tra Otello, il comandante, e Iago, suo alfiere, è molto più complesso di quel che sembra a prima vista. Ed è proprio su questo rapporto che si lo spettacolo che vede in scena Massimo Schuster e Alessandra Bedino, soli attori in carne ed ossa, coadiuvati da personaggi evocati, più che simboleggiati, da teste di legno dipinte, come fossero feticci africani, a ricordare le origini di Otello.
Il gioco tra i due attori non è lineare: corre sul filo di una cronologia reinventata attraverso frammenti di memoria, come se tutto fosse già avvenuto, come se tutto fosse già stato raccontato altre volte. Ma questa sera qualcosa cambia: questa sera il dramma prende il sopravvento per davvero e la morte aspetta i due protagonisti dietro l'angolo


LA STAMPA
IL MORO NON È MORTO. Gelosie, vendette, intolleranze e manipolazioni. Per il suo adattamento dell'Otello di Shakespeare, Massimo Schuster propone uno spettacolo nel quale i generi si alternano, prende delle scorciatoie, ma strega con il suo spirito sfasato e il suo rapporto all'arte. Con una regia che passa dal comico al drammatico, accompagnata da canzoni contemporanee, il direttore del Théâtre de l'Arc-en-Terre presenta uno spettacolo atipico e universale. In scena interpreta e manipola delle statuette africane come in un avvincente gioco di matrioske. Queste marionette rappresentano tutti gli altri personaggi della storia di cui Massimo Schuster tiene vivi l'essenza e lo spirito. Spesso si fa narratore e riassume brevemente numerosi passaggi della storia per consacrarsi unicamente al rapporto ambiguo e complesso che unisce Otello e Iago. Senza nessun tempo morto, i due personaggi passano da un lato all'altro della scena (letteralmente) in una serie di scene intimiste che ci pongono domande sul razzismo e sull'accettazione dell'altro. Malizioso, il regista si interroga anche sulla morale della tragedia. Che la morte di Otello sia ancora d'attualità? Denunciare Iago cambierebbe qualcosa? Domande poste in questo spettacolo ispirato, spiritoso ed emozionante.

Cédric Coppola, La Marseillaise, 8 gennaio 2010


  • Drammaturgia e regia Massimo Schuster
  • Direzione tecnica e luci Silvio Martini
  • Con Massimo Schuster et Alessandra Bedino
  • Produzione Théâtre de l’Arc-en-Terre (Marseille)
  • Coproduzione Teatro del Buratto (Milano), Teatro Pietro Aretino (Arezzo), Teatro Comunale (Castiglion Fiorentino)